Presa in carico cronici: farmacie Veneto über alles, il via a dicembre

Roma, 23 novembre 2018  – Farmacia dei servizi e presa in carico dei pazienti cronici: se ne parla ovunque e ora, finalmente, da qualche parte si passa dal dire al fare. Accade in Veneto dove il prossimo 1° dicembre scatterà la fase operativa di un progetto congiunto, voluto e istruito dalla Regione insieme alle organizzazioni delle farmacie, per la gestione dei pazienti affetti da Bpco e diabete.

A darne notizia, con un lungo e articolato comunicato, è Farmacieunite, la sigla sindacale presieduta da Franco Gariboldi Muschietti (nella foto) che più ha creduto fin dalle prime battute alla  realizzazione dell’iniziativa, con una fattiva e intensa collaborazione alle fasi di istruzione e definizione e che due sere fa,  di fronte ad una  platea gremita, ha impartito alle molte farmacie associate che hanno creduto nel progetto le istruzioni operative per l’arruolamento e successivo monitoraggio dei pazienti per l’aderenza alla terapia.

Il progetto si inscrive nell’ambito dello sviluppo dell’assistenza territoriale, che passa inevitabilmente anche dal potenziamento del ruolo delle farmacie sul terreno dei servizi” spiega Muschietti. “Curare al meglio i cittadini sul territorio, migliorando l’efficacia di prestazioni e interventi con un occhio alla sostenibilità del sistema, significa utilizzare al meglio i presidi sanitari di prossimità, quali sono appunto le farmacie e i professionisti che operano al loro interno: risorse indispensabili  soprattutto per fare fronte a quella che in  termini sanitari, sociali ed economici rappresenta la vera sfida della sanità nel prossimo futuro, la gestione delle cronicità”.

“È appunto in questa direzione” continua il presidente di Farmacieunite  “e in particolare sullo snodo fondamentale del miglioramento dell’aderenza alle terapie da  parte dei pazienti, per ridurre gli sprechi e gli ingenti, ulteriori costi sanitari causati dal cattivo uso delle medicine,  che si è mossa la Regione Veneto, in largo anticipo rispetto a tutti, promuovendo un progetto idoneo a consentire la valutazione di tutti i fronti di possibile integrazione della farmacia dei servizi con il Servizio sanitario regionale e costruendolo in modo da renderlo facilmente adattabile ad altre patologie croniche”.

In effetti, l’idea di dare vita a un progetto sperimentale per la presa in carico di alcune malattie croniche risale al 2016, molto prima che lo stesso governo centrale, con la Legge di bilancio 2018, prevedesse  un impegno su questo terreno. Il progetto è stato però finalmente definito solo nel 2017 – “grazie anche alla convinta partecipazione di Farmacieunite”, sottolinea Muschietti – prevedendo anche una necessaria fase formativa dei farmacisti partecipanti, avviata alla fine dello scorso anno e conclusa  nella primavera 2018.

Proprio a seguito della positiva conclusione di questa fase, Azienda Zero, l’ente unico voluto dalla Regione Veneto  per governare in modo organico la sanità regionale, ha dato il via libera alla fase operativa, che partirà tra una settimana in 600 farmacie territoriali della Regione in regola con i requisiti formativi necessari per partecipare al progetto. Ogni farmacia iscritta al progetto, dal 1° dicembre, potrà “prendere in carico”  i “suoi” malati cronici affetti da Bpco e diabete (il numero consigliato, data la portata dell’impegno, è di una ventina di malati per farmacia, ma ovviamente chi se la sentisse e dispone di risorse professionali sufficienti potrà superare il numero), seguendoli passo dopo passo nel loro percorso terapeutico, per garantire il rispetto della posologia e l’aderenza alla terapia e, con esse, l’efficacia delle cure farmacologiche, la riduzione degli sprechi e, soprattutto, l’abbattimento delle conseguenze sanitarie (ed economiche) prodotte dall’impiego non corretto delle medicine. Il definitivo via libera al progetto è stato concordato nel corso di una riunione dei rappresentanti delle farmacie con Azienda Zero tenutasi lo scorso 9 novembre.

Uno dei fatti sicuramente più rilevanti è che, per assolvere questo importante compito, Azienda Zero ha deciso di ammettere le farmacie alla gestione del Fse, il Fascicolo sanitario elettronico dei pazienti cronici “arruolati” nella sperimentazione.  È la prima volta in assoluto, in Italia, che questa facoltà  viene concessa anche alle farmacie, che in questo modo possono finalmente interloquire organicamente con i medici di medicina generale e le aziende sanitarie e realizzare quella condivisione di dati e conoscenze che è la condizione fondante per “efficientare” la sanità di prossimità attraverso la gestione integrata dei pazienti cronici sul territorio.

In questo modo, la sperimentazione potrà puntare anche a  mettere a punto un nuovo modello organizzativo basato sull’applicazione delle tecnologie ICT nelle farmacie territoriali, sulla base di un’infrastruttura che permetta un’ottimale condivisione dei dati, che è uno degli obiettivi dichiarati del progetto, propedeutico a una sempre più stretta integrazione delle farmacie di comunità nella rete dei presidi territoriali del Ssn.

“Siamo molto soddisfatti e orgogliosi di essere i primi in Italia ad avere raggiunto questo fondamentale risultato” afferma al riguardo Muschietti,  “che certamente dobbiamo alla sensibilità e a lungimiranza del presidente Luca Zaia e dell’assessore alla Salute Luca Coletto, ottimamente supportati sul piano operativo dal Servizio farmaceutico regionale. Sono convinto che l’avvio del progetto veneto rappresenterà un paradigma virtuoso per ogni altra Regione che, al di là delle chiacchiere, voglia davvero procedere in direzione di una piena integrazione delle farmacie nella rete sanitaria di prossimità del Ssn. Anche a costo di apparire retorico” si sbilancia Muschietti “non esito a definire il progetto veneto, per il quale Farmacieunite si è spesa con grande concretezza, convinzione e determinazione fin dalle sue prime battute, un’autentica svolta nella storia delle farmacie di comunità del nostro Paese, perché amplifica con contenuti alti e nuovi il loro ruolo di presidi sanitari di riferimento del cittadino nella prossimità territoriale”.

La  sperimentazione veneta per la presa in carico dei pazienti cronici sofferenti di diabete e Bpco ha ovviamente anche contenuti economici: la Regione  sosterrà  infatti il progetto,  in questa fase, con un finanziamento di 1,5 milioni di euro, dopo essere già intervenuta per finanziare la fase propedeutica destinata alla formazione. Decisamente interessante, in primo luogo in termini di principio, la previsione di retribuire le farmacie con un fee professionale per ciascun assistito arruolato.

“Al di là delle cifre, a nessuno sfuggiranno le implicazioni positive di una modalità retributiva che riconosce e sostanzia il ruolo professionale del farmacista nella presa in carico dei pazienti cronici ”afferma al riguardo Muschietti, che riserva la sua ultima considerazione allo scatto in avanti compiuto dalla Regione Veneto. “Come è noto a molti se non a tutti, quella presieduta da Zaia è una delle nove Regioni indicate dalla Legge di bilancio per la sperimentazione della farmacia dei servizi, con un monte di finanziamenti totali di 36 milioni di euro” spiega il presidente di Farmacieunite. “In particolare, il Veneto e nel terzetto di Regioni ammesse alla sperimentazione nel 2020: un appuntamento al quale la Regione,  grazie  al progetto regionale che partirà nel prossimo dicembre, arriverà perfettamente rodata e in condizione di poter subito impiegare al meglio, implementando i suoi programmi per la farmacia dei servizi, i finanziamenti stanziati dal Governo centrale”.