Psicologo in farmacia, aperto il tavolo tecnico di lavoro in Cnop

Roma, 22 maggio – Un clima positivo e, soprattutto, un generalizzato sentimento di fiducia nelle prospettive che si aprono per il futuro. Questo l’esito dell’incontro del Gruppo di lavoro sullo psicologo in farmacia, istituito dal ministero della Salute e insediato al Cnop, il Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi, tenutosi ieri a Roma.

Un incontro  molto concreto, coordinato da Paola Esposito, dello staff di presidenza della Cnop (nella foto), consulente per la psicologia in farmacia, al quale hanno partecipato in rappresentanza dei farmacisti il vicepresidente dell’Ordine di Roma Giuseppe Guaglianone e il segretario di Federfarma Lombardia Luigi Zocchi. Al tavolo anche gli psicologi Giuseppe Spitale (Sicilia), Mara Fiaschi (Liguria) e Roberto Calvani (Friuli) e, in teleconferenza, le rappresentanti del ministero della Salute Roberta Andrioli e Susanna Ciampalini.

I lavori sono partiti dal dato acquisito del favore generalizzato che le sperimentazioni avviate sul territorio nazionale sul servizio di consulenza psicologica professionale in farmacia hanno incontrato fino a oggi tra i cittadini.

Significative, al riguardo, le testimonianze prodotte da Farmacap, l’azienda delle farmacie pubbliche di Roma, dove nel 2009, con la legge sulla “farmacia dei servizi”, la sperimentazione (avviata già agli inizi degli anni 2000) è stata introdotta anche negli “sportelli sociali” aperti all’interno delle farmacie comunali, per potenziare il servizio tesaurizzando i punti di forza della territorialità e della prossimità della farmacia e la sua natura di presidio di salute. Attualmente – come illustrato dalla stessa Esposito –  sono 10 i presidi sociali Farmacap, aperti l’intero giorno continuativamente nelle farmacie dell’azienda in diversi municipi. Lo psicologo intercetta, grazie all’aiuto del farmacista, il bisogno del cittadino in un contesto sanitario per lui abituale.

Il ruolo del farmacista, al riguardo,  è fondamentale e la sua formazione specifica è un fattore determinante per captare le richieste – molto spesso “silenti” – che arrivano dagli utenti.

Il supporto e l’aiuto psicologico sono rivolti a cittadini di tutte le età: adulti, adolescenti, bambini e anziani. Il primo step è la valutazione, da parte dello psicologo, della  compatibilità tra l’esigenza individuata e il percorso assistenziale in farmacia. Ogni consulenza individuale ha durata di 40/50 minuti, di norma una volta a settimana, è totalmente gratuita per l’intero percorso e

termina dopo un ridotto numero di incontri. Il servizio è stato molto apprezzato dai cittadini che hanno deciso di fruirne: nel 2017, secondo i numeri resi noti da Farmacap, si è trattato di

2333 utenti, 1411under 65 e 922 over 65, per un totale di 6109 colloqui.

Non meno rilevanti e positive le esperienze condotte in Lombardia e illustrate da Zocchi, che confermano come la consulenza dello psicologo meriti di essere “sistematizzata” e messa a regime nel novero dei servizi della farmacia.

Zocchi ha fatto riferimento, in particolare, alle esperienze condotte nella sua provincia, Varese (della cui associazione titolari è presidente), dove il servizio è sperimentato ormai da oltre dieci anni e oggi viene assicurato da 27 farmacie, per un totale di circa 900 colloqui annui effettuati dagli psicologi.

Due case history probanti e ricche di suggestioni, utili a elaborare una prima bozza di linee guida che – questo l’obiettivo del tavolo, del quale si prevede un’integrazione nel prossimo futuro con i rappresentanti di Fofi, Federfarma e Assofarm – dovranno rappresentare il riferimento operativo per le due categorie professionali impegnate nel progetto, con riferimento agli aspetti della selezione dei professionisti e dei presidi, della loro formazione, dell’organizzazione degli spazi dove effettuare il servizio, della remunerazione eccetera.

La bozza scaturita ieri, ovviamente, è un punto di partenza, una prima versione di quelle che potrebbero essere le linee di indirizzo per potenziare il servizio di consulenza psicologica in farmacia. Sono comunque indicativi i temi sviluppati nel draft, che toccano elementi strutturali come la formazione (gli psicologi dovranno essere professionisti abilitati) e il setting del servizio (che dovrà garantire la privacy del paziente) e temi fondamentali per la sua declinazione come l’età della presa in carico dei pazienti, la prospettiva temporale, i modello operativi da adottare, la sinergia farmacista-psicologo, fino alla realizzazione di campagne di promozione della salute.

Gli aspetti da discutere e mettere a punto, insomma, sono molti, ma sembrano esistere condizioni più che positive e promettenti per centrare l’obiettivo di mettere a punto le linee guida entro l’estate.