Rapporto Osmed-Aifa, nel 2018 spesi più di 29 miliardi per i farmaci

Roma, 19 luglio – Gli italiani consumano molti farmaci, soprattutto gli anziani, spendono sempre di più di tasca propria ma in alcuni casi pur avendo la prescrizione non seguono correttamente la terapia.

La fotografia è stata scattata dal rapporto Osmed sul consumo dei farmaci  presentato ieri dall’Aifa da Luca Li Bassi (nella foto). direttore generale dell’Aifa, Francesco Trotta, dirigente dell’ Ufficio Monitoraggio della spesa farmaceutica e rapporti con le Regioni della stessa agenzia e Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”.

Il report registra nella popolazione generale un consumo di 1,5 dosi al giorno per ogni abitante. I dati di sintesi sono diffusi da un lancio dell’agenzia Ansa: nel 2018, oltre 40 milioni di assistiti hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci con una prevalenza d’uso pari al 67%, mentre la spesa totale è risultata di 29,1 miliardi di euro, di cui il 77% rimborsato dal Servizio sanitario nazionale.

È cresciuta la spesa per i farmaci a carico dei cittadini, che è arrivata a 8,4 miliardi di euro anche a causa di un aumento del 7,6% di quelli per automedicazione. Ancora troppo basso anche se in aumento, ha sottolineato il DG Aifa Li Bassi, il ricorso ai generici, che potrebbero abbassare il conto per le famiglie.

“L’80% dei farmaci che viene utilizzato in Italia è a brevetto scaduto” ha sottolineato Li Bassi  “mentre l’uso degli equivalenti, pur in aumento, è pari al 30%. In altri Stati la maggioranza della popolazione viene curata con i generici e questo dovrà essere un obiettivo che ci dobbiamo porre per usare al meglio le risorse che abbiamo”.

I maggiori utilizzatori sono gli anziani, con il 98% degli over 65 che ha ricevuto almeno una prescrizione farmacologica, e a cui sono state dispensate, ogni giorno e per ogni utilizzatore, oltre 3 dosi con una spesa di 656 euro pro capite.  Oltre i 65 anni si assumono in media, nel corso dell’anno, 6,7 sostanze diverse (da un minimo di 5,4 tra i 65 e i 69 anni a un massimo di 7,7 oltre gli 85 anni).

Tra le altre popolazioni ‘fragili’ prese in esame oltre agli anziani ci sono i bambini e le donne in gravidanza. Il 49,7% della popolazione sotto i 17 anni ha ricevuto almeno un farmaco, con un picco nel primo anno di vita del bambino (77%), per poi diminuire progressivamente negli anni successivi fino a quasi dimezzarsi nella fascia di età 12-17 anni (39,4%).  “L’80,4% delle donne in gravidanza nella popolazione selezionata” afferma il rapporto “ha ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica durante la gestazione”.

Quest’anno gli esperti dell’Aifa hanno fatto un monitoraggio sull’aderenza alle terapie, da cui è emerso che gli antidepressivi sono tra i farmaci per cui i pazienti fanno più fatica a seguire le prescrizioni, con il 40% dei pazienti che ha una bassa aderenza. Condividono il podio con gli inibitori della formazione del’acido urico (57,5%) e la terapia con statine (41,6%). Il consumo di antidepressivi, sottolinea il rapporto, è leggermente aumentato negli ultimi anni, passando da 39 dosi al giorno ogni mille abitanti nel 2013 a 42 nel 2018.

Per quanto riguarda i consumi, i farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto (487,4 dosi al giorno ogni 1000 abitanti. I farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo sono al secondo posto, quelli del del sangue e organi emopoietici al terzo.

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