Riforma orari negozi, Ordine di Roma: “Spazio anche per le farmacie”

Roma, 11 settembre – È appena risuonato a Montecitorio il fischio di inizio della partita per riportare indietro le lancette dell’orologio, tornando ai tempi (che sembrano lontanissimi) in cui la domenica  i negozi chiudevano e i cittadini, anzichè al centro commerciale, andavano a messa, al parco, a fare una gita fuori porta o semplicemente a prendere le pastarelle nella pasticceria vicino a casa.

Sono due le proposte di legge della maggioranza su un tema che non è solo politico ed economico, ma anche se non soprattutto mediatico: I due partiti della maggioranza gialloverde hanno presentato in Commissione attività produttive due distinte iniziativa legislative: quella a prima firma leghista di fatto cancella la piena autonomia introdotta dal governo Monti e introduce una disciplina degli orari degli esercizi durante i giorni festivi, reintroducendo la chiusura domenicale obbligatoria. Solo otto all’anno le domeniche in cui i negozi potranno restare aperti:  quelle di dicembre e ulteriori quattro domeniche o festività nel corso dell’anno, che spetterà agli enti locali definire.

Più morbida la proposta M5S, che consente l’apertura festiva in un massimo annuo di 12 domeniche o festività. Il capo politico Lugi Di Maio, ministro del Lavoro e dello sviluppo economico che molto si sta spendendo sul tema, cerca di essere rassicurante, chiarendo che ciò a cui si sta pensando non è un sistema in cui sarà impossibile fare la spesa la domenica, ma uno dove il 25% dei negozi  potrà restare aperto a turno, nel rispetto di tabelle appositamente predisposte, per accogliere i cittadini desiderosi (o necessitati) di fare la spesa o un po’ di shopping anche nei giorni festivi. Il 75% degli esercizi commerciali, in ogni caso, la domenica e i giorni di festa dovrà tenere le serrande abbassate.

Al momento, nessuna delle due proposte legislative fa cenno alla specificità rappresentata dalle farmacie, presidi sanitari del territorio che rendono un servizio di pubblica utilità ma anche, inevitabilmente, esercizi commerciali.  La decisione di ripensare la disciplina degli orari di apertura dei negozi potrebbe dunque essere un’occasione per rivedere anche quelli delle farmacie, il cui regime è stato del tutto stravolto, qualche anno fa, dalla liberalizzazione degli orari voluta dal governo Monti.

L’Ordine di Roma, spinto dalle sollecitazioni dei suoi iscritti, ha avviato qualche contatto con esponenti della maggioranza per verificare la possibilitò (e la disponibilità) a inserire nel corso dell’iter parlamentare delle proposte di legge  misure correttive per “riparare”, del tutto o almeno in parte, i guasti prodotti dai provvedimenti del 2011.

Il punto di partenza dell’iniziativa dell’Ordine di Roma è la semplice constatazione (lamentata dalla larga maggioranza degli iscritti romani) dei problemi generati dalla liberalizzazione degli orari voluta dal governo Monti: “Un sistema ordinato, che garantiva l’ampia copertura anche del servizio notturno, con decine di farmacie aperte nel territorio capitolino, è stato devastato, creando problemi, più ancora che ai farmacisti, al servizio farmaceutico e ai cittadini” spiega il presidente Emilio Croce “provocando come primo effetto la chiusura di molte delle farmacie che prima svolgevano il servizio di notte. Per quanto difficile, ritengo che gli organismi professionali e sindacali della categoria possano e debbano fare uno sforso per individuare proposte equilibrate e praticabili per superare la situazione prodotta dalla liberalizzazione degli orari del 2011. I contatti preliminari che l’Ordine di Roma ha avuto modo di avviare al riguardo con alcuni esponenti della maggioranza, il presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato Pierpaolo Sileri (nella foto) e il componente della X Commissione Attività produttive della Camera Massimiliano De Toma, hanno consentito di verificare che non esistono preclusioni ad affrontare il problema e sono anzi aperti a ogni collaborazione funzionale a risolvere i problemi per garantire l’ottimale copertura del servizio farmaceutico, nell’interesse dei cittadini, ogni ora del giorno e della notte in ogni giorno dell’anno”.

Croce riferirà delle “esplorazioni” condotte in questi giorni al Consiglio direttivo dell’Ordine, convocato domani 12 settembre, anche ai fini dell’eventuale decisione di sottoporre all’attenzione della Federazione degli Ordini e delle altre sigle della categoria la prospettiva di un intervento mirato della professione in materia di orari, cogliendo l’occasione dell’iter parlamentare delle due proposte legislative all’esame della Camera.