Roma, ‘farmacie di strada’ per garantire l’accesso al farmaco anche agli ‘ultimi’

Roma, 19 settembre – Farmacie solidali in cui saranno dispensati farmaci donati a migranti e persone bisognose. È quanto prevede il progetto pilota “Farmacie di strada”, lanciato ieri in occasione dell’Assemblea pubblica 2018 di Assogenerici e nato per contrastare il diffondersi di patologie legate alla povertà o al mancato accesso alle cure.
A proporre l’iniziativa è stato l’Istituto di Medicina solidale Onlus (Imes), nato in collaborazione con l’Università e il Policlinico di Roma Tor Vergata, che oggi gestisce nella capitale sei ambulatori dove 30 volontari medici specialisti, psicologi e infermieri garantiscono 15mila prestazioni mediche l’anno. In due di questi ambulatori, quello di Tor Bella Monaca, quartiere caratterizzato dal più alto indice di povertà nella Capitale, e l’ultimo inaugurato nel 2016 a piazza San Pietro sotto il colonnato del Bernini, sarà sperimentato per 12 mesi un modello pilota di “farmacia di strada”.
Si di “sportelli” di dispensazione dei farmaci, affidati a farmacisti, che funzioneranno indipendentemente ma in stretta connessione con gli ambulatori di strada: decisive, al riguardo, le collaborazionie di Banco Farmaceutico Onlus, che gestirà la raccolta e la distribuzione dei farmaci donati da cittadini e aziende, tra cui quelle aderenti a Assogenerici (primo sostenitore dell’iniziativa)  e della Fofi, a garanzia della professionalità del servizio di distribuzione dei farmaci, assicurato da farmacisti iscritti all’Ordine secondo le prescrizioni mediche rilasciate dagli ambulatori solidali.

“Abbiamo cura di loro” è lo slogan del progetto, che ne sintetizza lo spirito e le finalità solidaristiche e che ha tra i suoi obiettivi la riduzione dello spreco di farmaci e la riduzione degli accessi impropri al Pronto soccorso.

“Imes si occupa fin dalla sua nascita di dare una risposta alla sofferenza sommersa nella nostra città, soprattutto nelle periferie, dove  cresce il numero di famiglie, anziani e bambini che non possono più curarsi in maniera adeguata” ha spiegato Lucia Ercoli (nella doto), docente a Tor Vergata, cuore e motore dell’Istituto di Medicina solidale. “Una delle emergenze che abbiamo cercato di affrontare negli ultimi anni è quella della necessità di medicine per queste persone in stato di bisogno, quelli che chiamo gli ultimi di Roma.  Ora, con la nascita della prima farmacia di strada, credo che potremo dare delle risposte concrete a migliaia di romani. Un segno di speranza che il Papa ci chiede di portare nelle moderne periferie esistenziali”.

“Il progetto della farmacie di strada si colloca perfettamente nella politica professionale della Fofi, che vede da una parte l’evoluzione del ruolo mdel farmacista nel processo di cura e dall’altra il sempre maggiore impegno sociale dei professionisti del farmaco, riferimento più prossimo e accessibile per i bisogni di salute del cittadino” aggiunge da parte sua il presidente della federazione professionale dei farmacisti Andrea Mandelli, per il quale “iniziative come questa sono una risposta concreta alle crescenti difficoltà di accedere ai medicinali di una parte non trascurabile della popolazione e un mezzo efficace per ridurre gli sprechi”.

“Cinque milioni di indigenti: i numeri della povertà sono drammatici ormai da anni e in costante crescita” afferma Sergio Daniotti, presidente di Banco farmaceutico. “Per rispondere alle sfide di questo tempo, è necessario rafforzare l’allenza tra istituzioni, aziende e no profit, necessaria alla sotenibilità del Ssn. Il progetto Farmacie di strada, al quale il Banco darà il proprio sostegno gestendo le donazioni dei medicinali, assicurandone la tracciabilità e garantendo la correttezza delle procedure, rappresenta un esempio virtuoso di questa alleamza che guarda al bene comune”.

“Per rendere veramente sostenibile il sistema di salute e garantire inclusività” spiega il presidente di Assogenerici Enrique Häusermann non bisogna lasciare indietro nessuno e dunque abbiamo bisogno anche di solidarietà, per limitare l’impatto negativo delle difficili congiunture socioeconomiche sullo stato di salute delle persone: sono troppi i cittadini, stranieri e italiani, che rinunciano alle cure per problemi di reddito. Per questo Assogenerici ha scelto di mettere insiene, in occasione dell’Assemblea pubblica di quest’annom il temma della sostenibilità, declinato attraverso le nostre proposte sulla governance farmaceutica, con il tema della solidarietà, espresso concretamente con il progetto Farmacie di strada“.