Savona (Affari europei): Ema, spiraglio per Italia se Amsterdam ritarda

Lo ha detto ieri il ministro degli Affari europei, Paolo Savona (nella foto) nel corso del Question time alla Camera, rispondendo a una interrogazine sul tema del deputato leghista Alessandro Morelli. Il ministro ha ricordato che solo in caso di ritardi “attestati dalla Commissione” si potrebbero riaprire spiragli per l’Italia che ha perso la sfida del trasferimento da Londra dell’Agenzia  per “un mero sorteggio”.

Savona ha ricordato che, allo stato attuale, contro l’assegnazione della sede ad Amsterdam sono ancora pendenti di fronte alla Corte di giustizia dell’Unione europea il ricorso del Comune di Milano e il ricorso del Governo italiano. La stessa Corte, pronunciandosi dunque su una parte “secondaria” della causa principale intentata da Milano, aveva già respinto, nello scorso mese di luglio, la richiesta del Comune di sospensiva del trasferimento dell’Ema ad Amsterdam, per difetto del solo presupposto dell’urgenza e senza nulla anticipare sul merito della questione.

Il ministro degli Affari europei ha ricordato che il ricorso del Governo italiano alla decisione di trasferire la sede Ema nella capitale olandese “è fondato su un motivo essenziale e rinvenibile nello sviamento di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti, indotto dalla non corrispondenza della situazione di fatto rispetto alle informazioni fornite da Amsterdam per la candidatura, riguardanti tempistiche e costi della nuova sede, ovvero criticità non trascurabili, come riportate anche dagli onorevoli interroganti”,