Semplificazioni, da LeU emendamenti
su 51% e fascia C

Roma, 4 febbraio – Con ogni probabilità, si tratta di iniziative destinate a non andare molto lontano (almeno per quanto è ragionevole prevedere), ma i deputati di Liberi e uguali, con in testa Michela Rostan (nella foto), non intendono rinunciarvi, coerentemente alle posizioni  gia assunte in materia a Palazzo Madama. Così anche alla Camera verranno presentati emendamenti al Dl Semplificazioni finalizzati (come già quelli a prima firma di Vasco Errani in Senato) a liberaliizzare la fascia C e a introdurre il vincolo, per le società di capitale proprietarie di farmacia, che il 51% delle quote sia in capo a farmacisti iscritti all’Albo.

Due le proposte correttive, a prima firma della deputata campana, che saranno presentate al riguardo: la prima, più articolata,  prevede oltre alle due  misure appena citate anche quella volta ad  affidare a “personale farmacista opportunamente inquadrato nell’organigramma secondo le dimensioni della struttura“ la responsabilità dellapprovvigionamento, conservazione, allestimento e distribuzione dei farmaci “in tutte le strutture sanitarie private ove sono utilizzati farmaci”.

L’altro emendamento, più secco, è esclusivamente finalizzato a consentire la vendita anche nelle parafarmacie di tutti i medicinali “di cui all’articolo 8, comma 10, lettere a), e c), della legge 24 dicembre 1993 n. 537 nonché di tutti i farmaci o prodotti non soggetti a prescrizione medica, ad eccezione dei medicinali prescritti dal medico su ricettario del “ervizio sanitario nazionale”.  Si tratta, in soldoni, della famosa (o famigerata: questione di punti di vista) liberalizzazione dei farmaci della fascia C, integrata dalla non ultronea precisazione che “la dispensazione al pubblico dei medicinali comunque classificati è in ogni caso riservata in via esclusiva al farmacista”.

Un’iniziativa, quella di Rostan, subito salutata con estremo favore da Ivan Ruggiero, presidente di Lpi, da tempo protagonista di una serrata interlocuzione e collaborazione con la deputata di Liberi e Uguali. Per Ruggiero, gli emendamenti di Rostan (in particolare il primo) riscoprono “il farmacista come fulcro della professione, riportando in origine quella che è la nostra valenza socio-sanitaria sul territorio, a tutela della salute pubblica del cittadino. Non sono le mura a garantire la salute pubblica dei cittadini, ma i farmacisti.”
In una nota, il presidente di Lpi esemplifica come le misure proposte da Rostan possano centrare questo obiettivo: “Il malato cronico può attraverso il farmacista, migliorare l’aderenza alle terapie, il tutto migliorando le cure e la salute del paziente”  scrive Ruggiero.  “Nelle strutture private sanitarie, ad esempio, il farmacista potrebbe essere utile in tal senso. Oppure anche dal punto di vista organizzativo: attraverso la gestione del magazzino Farmaci , portando a una ottimizzazione dei processi, delle risorse, meno sprechi e qualità in corsia”.
Ma la professione di farmacista uscirebbe  valorizzata sul territorio anche dalla dispensazione di farmaci di fascia C a totale carico del cittadino, spiega Ruggiero, che migliorerebbe “l’accesso alle cure come previsto dalla nostra Costituzione”, abbassando di riflesso “i costi della spesa pubblica sanitaria privata che è arrivata al 36% rispetto alla spesa Totale dei farmaci.”