Semplificazioni, il ddl di conversione del decreto in Aula lunedì 28

Roma, 25 gennaio – L’accordo di compromesso finalmente raggiunto da M5s e Lega sulla controversa questione delle trivelle (ovvero le concessioni per estrarre idrocarburi in mare), formalizzato in un emendamento al decreto Semplificazioni a firma del capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli approvato ieri dalle Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavori pubblici, rimuove un macigno nel percorso del provvedimento, che ora dovrebbe ragionevolmente accelerare il suo iter e procedere speditamente verso l’approvazione, che deve in ogni caso arrivare prima del termine del 12 febbraio.

L ‘AS n. 989 (il numero con cui è rubricato il ddl di conversione) è stato inserito all’ordine del giorno della seduta di Assembea di lunedì 28, quando – con circa una settimana di ritardo sui tempi originariamente previsti – comincerà l’esame in Aula.

Intanto, non tutte le tessere del mosaico sono andate a posto:  a ieri, erano infatti ancora molte le proposte emendative accantonate e in attesa di giudizio (tra queste, anche alcune riferite a farmacie e parafarmacie). Come già riferito dal nostro giornale,  sono invece stati gia recepiti nel testo emendamenti rilevanti come il n. 9.0.19 (anch’esso a firma di Patuanelli) che modifica la legge sulla concorrenza dell’agosto 2017 (commi 158 e 159), consentendo alle società di capitali di controllare, direttamente o indirettamente, non più del 10 per cento delle farmacie presenti nel territorio di una stessa Regione (il limite precedente era fissato al 20%). Il mancato rispetto del tetto sarà suscettibile di diffida e sanzioni da parte dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Un’altra proposta correttiva – ancora a prima firma di Patuanelli – già approvata dalle Commissioni riunite nella stessa seduta del 23 gennaio,  è quella  che  stabilisce che l’inserimento dei medicinali nell’elenco degli innovativi non ancora in commercio in Italia o non a carico del Ssn è subordinato alla negoziazione del prezzo tra l’azienda titolare dell’Aic e l’Aifa. Per i farmaci già presenti nell’elenco, invece, il prezzo massimo di cessione a carico del Ssn è quello già applicato e non può in ogni caso essere superiore al prezzo massimo di cessione già rimborsato dallo stesso Servizio sanitario nazionale per le altre indicazioni terapeutiche relative allo stesso medicinale.
Lo stesso emendamento (per la cronaca, si tratta del n. 9.0.22)  prevede modifiche al decreto legislativo 219/06, stabilendo che il titolare dell’Aic di un farmaco, in caso di interruzione temporanea o definitiva della commercializzazione nel territorio nazionale, dovrà darne comunicazione all’Aifa almeno quattro mesi prima dell’interruzione (la norma attuale prevede un preavviso di soli due mesi).  Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di violazione “il responsabile dell’immissione in commercio del medicinale è soggetto alla sanzione amministrativa da euro ventimila a euro duecentomila”. Analoga sanzione amministrativa (fatta salva la facoltà dell’Aifa di revoca dell’autorizzazione al commercio) anche per il titolare di Aic che apporta una modifica a un medicinale, o al relativo confezionamento o agli stampati senza l’autorizzazione prevista.