Servizio Cup alla Coop, Fnpi: ‘Incomprensibile vietarlo in parafarmacia’

Roma, 13 novembre – Disappunto. Questo la reazione della Fnpi, la Federazione nazionale delle parafarmacie, alla notizia dell’accordo tra la Asl Torino 3 e la Coop che ha portato all’attivazione del servizio Cup all’interno di un ipermercato a Collegno, nell’hinterland  torinese. per il servizio CUP presso il centro commerciale di Collegno.

A suscitare il comprensibile rincrescimento (e la stizza)  della sifla degli esercizi di vicinato abilitati alla vendita di farmaci senza ricetta non è la decisione in sè, ma il fatto che ciò che viene ritenuto lecito per un supermercato non lo è invece per le parafarmacie, che da anni si sono rese disponibili a fornire il servizio Cup ai cittadini, chiedendo di poterlo svolgere e trovando orecchie da mercante in molte amministrazioni regionali. “Non capiamo come un centro commerciale possa avere piu’ garanzie e sicurezza di un esercizio farmaceutico dove è  presente un farmacista abilitato” osserva il presidente Davide Gullotta. “Tanto più che oggi le parafarmacie oltre a tutti i requisiti di sicurezza e controlli vari, fanno anche il GDPR per la privacy. Non abbiamo nulla contro i colleghi che lavorano in Coop, anzi, a Collegno si avrà un servizio in più per il cittadino. Quello che non capiamo è perché questo stesso servizio sia autorizzato negli esercizi di vicinato solo in alcune Regioni e in altre no”.
Gullotta denuncia sull’argomento  “un atteggiamento quasi ostile e preconcetto nei confronti del farmacista di parafarmacia” da parte  di vari livelli istituzionali nazionali e locali. Atteggiamento che produce esiti paradossali, dei quali sono un paradigma esemplare “le autonalisi fatte in Autogrill ma vietate nelle parafarmacie e, nello specifico, vietate con grande forza nelle parafarmacie piemontesi”.
“Ci spiace che in Italia, come accaduto con la legge sulla concorrenza del 2017, invece di favorire il piccolo imprenditore italiano si favoriscono sempre e solo i grossi gruppi, anche stranieri” afferma ancora Gullotta, che sul punto rivolge un appello al nuovo ministro della Salute Roberto Speranza, ribadendo “la necessità che le parafarmacie siano riconosciute ufficialmente come esercizi sanitari, e che si riprenda il percorso liberalizzatore che tanti vantaggi ha portato al cittadino, all’occupazione e alla filiera”.
“Troppe incertezze normative e modi di applicare la legge che differiscono tra le diverse Regioni e Province sono un ulteriore ostacolo ai giovani farmacisti che cercano di investire sulla propria professione” conclude il presidente di Fnpi. “Non finiremo mai di ribadire che le parafarmacie sono già un esercizio farmaceutico distribuito sul territorio che aspettano di essere usate e incluse nelle campagne di prevenzione ministeriali e nei progetti ministeriali. Chiediamo di essere valorizzati, piuttosto che cercare accordi con catene o multinazionali anche estere”.