Sifo: “Furti di farmaci, una preoccupante recrudescenza”

Roma, 27 agosto – I furti dei farmaci sono una realtà in recrudescenza e interessano non solo la fase del trasporto nella supply chain, ma vengono sempre più perpetrati ai danni di farmacie ospedaliere e dei servizi farmaceutici territoriali delle aziende sanitarie, con gravi conseguenze sull’organizzazione sanitaria.

A denunciarlo, nel corso di un’intervista resa nei giorni scorsi in diretta durante la trasmissione radiofonica 6 su Radio 1, è stata la presidente della Sifo Simona Serao Creazzola (nella foto).

“Il grave fenomeno impatta sia sulla sicurezza delle cure per perdita della tracciabilità e mancanza della garanzia di corretta tenuta e conservazione dei farmaci, sia sulla disponibilità stessa dei farmaci per i pazienti cui erano destinati” ha detto Creazzola durante la trasmissione.  “Spesso, sfruttando l’opportunità del parallel trade questi farmaci passano attraverso Paesi extracomunitari per aggirare le norme di controllo europee e vengono rivenduti a Paesi dove costerebbero di più o non sono concedibili a carico del sistema sanitario. Si tratta normalmente di farmaci costosi, oncologici in grossa percentuale,nspesso proprio di quei farmaci innovativi sulla cui sostenibilità tanto si discute e che si fa di tutto per assicurare ai pazienti nella prospettiva di nuove cure efficaci”.

Il farmacista del Ssn, per le sue peculiari conoscenze e competenze, è istituzionalmente impegnato nell’assicurare ai pazienti l’accesso sicuro ai farmaci garantendo, nell’operato quotidiano così come nelle attività di vigilanza e controllo, sicurezza e qualità della cura, dagli approvvigionamenti alla detenzione alla erogazione ai pazienti.

Creazzola ha sottolineato durante l’intervista come “la Sifo sin dal 2014 ha iniziato a collaborare con Aifa e con i Nas, per arginare e controllare il fenomeno con l’obiettivo di aumentare i livelli di condivisione delle informazioni e fornire alle amministrazioni strumenti per superare i limiti strutturali favorenti i furti”.

Vale la pena ricordare che proprio su questi argomenti in questi anni i farmacisti della Sifo hanno prodotto, in stretta collaborazione con i Carabinieri dei Nas,  un decalogo congiunto di azioni preventive e correttive, seguito da due pubblicazioni collegate al progetto Padlock (di cui una pubblicata nel recente mese di giugno 2018), per indicazioni e linee Guida sulla sicurezza delle farmacie ospedaliere concordate anche con l’industria e le assicurazioni, e un tool on-line di autovalutazione sulla sicurezza e attività di sensibilizzazione per direzioni strategiche e per favorire la segnalazione dei furti.

La Sifo ribadisce l’intenzione di continuare a mantenere queste sinergie consapevole del ruolo importante giocato dai farmacisti del Ssn per arginare le criticità e contribuire a favorire un approccio al complesso problema della sicurezza secondo una prospettiva di sistema. L’attuale recrudescenza di furti richiede di alzare i livelli di attenzione da parte degli operatori sanitari sui livelli di sicurezza ed aumentare la sensibilità sui fenomeni distorsivi, nonché contribuire a garantire e incrementare la tracciabilità dei farmaci in ottemperanza alle norme.

Per questo – sottolinea con forza la Soceità dei farmacisti ospedalieri e del Ssn all’agenzia Dire– c’è bisogno che le direzioni strategiche siano fortemente sensibili investendo non solo sull’adeguamento strutturale, ma anche sugli aspetti organizzativi. Nel 39mo congresso nazionale Sifo che si svolgerà a Napoli dal 29 novembre al 2 dicembre prossimi, incentrato sul futuro del Ssncome colonna imprescindibile di garanzia del diritto alla salute, verrà anche affrontato questo importante tema in una sessione dedicata all’attività di vigilanza e la lotta alle contraffazioni dei farmaci dove interverranno esponenti anche esponenti dell’Aifa e dei Nas.