Simg: “Rapporto Osmed solo descrittivo, va integrato con dati clinici

Roma, 23 luglio – Dopo la querelle Bartolazzi-Fimmg a margine della presentazione del Rapporto Osmed sul consumo dei farmaci in Italia, con il richiamo del sottosegretario alla Salute sulla necessità di una maggiore appropriatezza delle prescrizioni e la successiva, puntuta replica del presidente della Fimmg Silvestro Scotti, scende in campo anche il presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), Claudio Cricelli (nella foto), che in una lettera al direttore generale dell’Aifa Luca Li Bassi  (pubblicata da quotidianosanità.it) affronta la questione dei dati relativi alla spesa farmaceutica sollevando un questione sulle modalità della loro rilevazione e presentazione: Questione che, per Cricelli, non è solo di metodo ma anche di merito e sulla quale si impone una riflessione comune.

Il punto di partenza della sollecitazione del presidente Simg a Li Bassi è che il Rapporto Osmed  “è descrittivo, basato sui numeri e non può essere  interpretativo”, anche se poi a ogni edizione segue una “liturgia delle interpretazioni e delle relative accuse”  che parte tuttavia da un falso presupposto, dal momento che il rapporto “descrive quantità, scostamenti, valori” e altro non può dire nè fare, dal momento che all’Aifa,  “per sua propria scelta e decisione, è preclusa la capacità di conoscere, capire e intendere quali e quanti fenomeni, quali circostanze e quali situazioni cliniche rappresentino le varie cause di quelle prescrizioni, di quei consumi e di quei comportamenti dei medici. Tantomeno Aifa ha accesso a dati che le permetterebbero di conoscere le circostanze cliniche che hanno determinato la decisione di prescrivere” scrive Cricelli, osservando, in altre parole, che “Aifa ha la conoscenza di tutti i numeri del farmaco, ma non possiede (sempre per sua scelta) alcuna conoscenza delle cause che hanno generato quelle prescrizioni”.
Questo il nucleo dell’intervento di Cricelli, che ricorda come per alcuni anni i dati del Rapporto Osmed sono stati innervati e intergrati da quelli forniti (del tutto gratuitamente) proprio dalla Simg, dati che appunto “affrontavano il problema delle motivazioni e delle circostanze e ragioni per cui i farmaci vengono realmente prescritti, traendoli dal database Health Search, eccellenza italiana della Medicina generale, internazionalmente riconosciuto e che ha prodotto sinora più di 200 pubblicazioni internazionali su riviste indicizzate”.
In buona sostanza, grazie alla collaborazione della Simg i dati relativi al consumo dei medicinali sono stati integrati per qualche anno da altri dati, provenienti da altre fonti di conoscenza, “per dare un senso compiuto ai numeri attraverso l’analisi dei fenomeni che li hanno generati. In altre parole: perché un medico prescrive quel che prescrive, per quali ragioni cliniche, a quali pazienti, per quali patologie, per quanto tempo, in quali circostanze?”. Dati clinici, insomma, che partendo dalle condiziondi di salute e malattia degli italiani e affiancandosi al rapporto quantitativo, erano in grado di fornire “un denominatore e un riferimento all’aridità dei numeri di Osmed”.
“Volevamo con queste analisi aggiuntive evitare che si facessero sul farmaco le solite operazioni ragionieristiche, puntualmente ricomparse quest’anno” spiega Cricelli, osservando che “i dati dei medici (quelli che tutti i giorni vedono davvero  le persone, i cittadini, i pazienti, i malati) interpretano e spiegano, trasformano i numeri in fenomeni, quelli sì analizzabili e, se del caso, giudicabili”.
E in effetti, aggiunge il presidente Simg, “con grande sorpresa di chi vede i consumi di farmaci come tabelle di Excel in fondo alle quali tirare una somma aritmetica, quei dati e quelle analisi (che si possono facilmente ritrovare sui vecchi rapporti Osmed), inspiegabilmente interrotte, spiegavano le vere ragioni del consumo di antibiotici, statine, PPI e così via”.
La collaborazione della Simg, però, ancorchè gratuita, finì per essere presto dirottata su un binario morto, per ragioni che Cricelli prova sostanzialmente a spiegare con ragioni (poco lusinghiere per Aifa o chi per essa) di “difesa del territorio”. E mantenendosi fuori da ogni polemica sulla interpretazioni dei dati, il presidente della Simg riafferma “con fermezza e cognizione di  causa” che il Rapporto Osmed così come oggi realizzato risente di un errore  esclusivamente dil metodo.
“La prescrizione dei farmaci è sempre, e inevitabilmente, un atto clinico che deriva dalla interazione di un medico con una persona, i suoi problemi di salute, la sua malattia” scrive Cricelli. “Deriva sempre da un ragionamento e da una decisione. Entrambi questi fattori sono e devono essere perfezionati e questo noi facciamo con l’audit e la formazione dei medici. Ma i farmaci non sono numeri e non saranno mai numeri”.

“Chi non ha in carico i cittadini vede, osserva e comprende solo frammenti di realtà. Chi applica esclusivamente  il metodo numerico all’interpretazione della spesa farmaceutica commette, nel metodo, grossolani errori tecnici, omette di spiegare le cause dei fenomeni e ne impedisce la governance” insiste Cricelli. “Noi sosteniamo il contrario. Se vogliamo comprendere perché si spende, dobbiamo attingere alle fonti che ci informano su come stanno gli italiani, quali sono i loro problemi e le loro malattie, come stanno evolvendo le popolazioni e le cronicità. Su queste solide conoscenze si può e si deve continuare la revisione sistematica di cosa, di quanto e del perché si decide di prescrivere i farmaci (e non solo quelli)”.
L’auspicio di Cricelli (corredato da uno specifico invito in tal senso a Li Bassi) è che possa riprendere la collaborazione tra Aifa e Simg: “Aiuterebbe Aifa, il Ssn e i medici a ragionare sul farmaco in termini diversi da quelli oggi prevalenti” spiega il presidente della società scientifica dei medici di medicina generale. “Senza pregiudizi e preclusioni da parte di nessuno” conclude Cricelli. “Tutti noi, a cominciare dai medici , vogliamo migliorare e praticare comportamenti appropriati attraverso l’analisi critica ma costruttiva dei fenomeni della vita reale”.