Sivelp: “Ricetta elettronica veterinaria, decreto da cambiare”

Roma, 19 febbraio -Se il giudizio sui contenuti del decreto sulla ricetta veterinaria elettronica, nettamente negativo, espresso in una nota ufficiale alcuni giorni fa da Sivelp, il sindacato dei veterinari liberi professionisti, si proponeva di indurre la titolare della Salute Giulia Grillo a un ripensamento dell’ultima ora, è del tutto evidente che non ha centrato il bersaglio, dal momento che la ministra poche ore dopo l’uscita del comunicato ha firmato il provvedimento,  come riferito due giorni fa da RIFday. 

Ma se con la loro sortita i veterinari volevano  anche tornare  a denunciare le incongruenze di una legge definita eufemisticamente inopportuna, allora hanno decisamente colto nel segno. “La vicenda della ricetta elettronica veterinaria italiana sta scadendo nel ridicolo” scrive il Sivelp “e susciterà ilarità in tutti i Paesi europei chiamati dissennatamente in causa quali richiedenti delle normative in materia che si sta tentando di far passare nel nostro Paese, senza neanche peraltro avere chiamato in causa gli addetti ai lavori, ovvero quei veterinari che in stragrande maggioranza rifiutano un sistema così rigido e spropositatamente sanzionatorio”.

“Gli unici due Paesi europei che si sono dotati di normativa sulla ricetta elettronica in campo veterinario” osserva quindi il sindacato dei veterinari “sono il Portogallo, che ha saggiamente affiancato al modulo dematerializzato quello tradizionale cartaceo, e più recentemente la Spagna che, con regio decreto, ha confermato la proposta del Ministero Agricolo di attivare la ricetta elettronica veterinaria solo per gli animali destinati alla produzione di alimenti e limitatamente agli antibiotici, lasciando peraltro ben un mese di tempo al veterinario prescrittore per redigere la documentazione richiesta. Gli animali d’affezione, come è logico e razionale, vengono lasciati completamente fuori dalla normativa in essere.

“Se il Ministro andrà alla firma della legge, così come è stata formulata, saremo l’unico Paese al mondo in cui la ricetta elettronica veterinaria diventa obbligatoria anche per gli animali d’affezione” osserva quindi Sivelp, sottolineando  l’aggravante che, “in nessun caso, è prevista la possibilità di redigerne una tradizionale cartacea che rimane solo ed esclusivamente per la prescrizione di sostanze stupefacenti”.

“Il Sivelp chiede, ancora una volta, che la normativa prevista in questa legge inopportuna, per usare un eufemismo, venga decisamente cambiata” conclude la nota “allineando il nostro Paese ai Paesi europei che non ne hanno sentito l’esigenza (la maggioranza assoluta), ne recepiscono pure l’impatto sulla spesa pubblica e a quei pochissimi che hanno legiferato, ma con giudizio, in materia”.