Speranza: “Accelerata sul Piano salute, primo obiettivo 2 mld in più”

Roma, 10 ottobre – “La novità  sul Patto per la salute è che abbiamo riavviato una procedura di dialogo istituzionale molto corretta con le Regioni per arrivare all’obiettivo  di chiudere l’accordo”.

Questa la significativa dichiarazione, rilanciata da Agi, rilasciata dal ministro della Salute  Roberto Speranza (nella foto) a margine del Congresso della Fimmg in corso a Villasimius, in Sardegna.
“Com’è noto, il Patto avrebbe dovuto essere chiuso entro il 31 marzo scorso” ha ricordato Speranza, probabilmente anche allo scopo di ricordare che il  ritardo nel raggiungimento dell’accordo è dovuto ad altre responsabilità, ovvero l’impantanamento delle trattative tra Regioni ed esecutivo precedente e quindi le vicissitudini politiche estive che hanno portato alla caduta del “governo del cambiamento” e alla nascita del Conte bis a trazione giallo-rossa.  Ma, ha affermato il ministro, “proverò ad accelerare, a partire dall’obiettivo fondamentale di mantenere i due miliardi di finanziamento in più per l’anno prossimo, che mi sembra la cosa principale”.

Speranza ha poi spiegato che “in queste prime ore il dialogo con le Regioni sembra essere positivo e corretto. Credo – ha concluso – che ci siano tutte le condizioni per procedere senza problemi“.

Non sarà inutile ricordare che la  bozza del nuovo Patto per la Salute 2019-2021,  trasmessa dal ministero della Salute  alle Regioni alla fine dello scorso settembre, è costruita sugli obiettivi annunciati da Speranza fin dal suo insediamento al dicastero: lotta alle disuguaglianze, riduzione degli squilibri tra i servizi sanitari regionali, abbandono della logica dei ticket, misurabilità dei risultati, migliore allocazione delle risorse. E, nelle  15 schede che tracciano la road map per conseguirli, è contenuto un importante passaggio riferito alla farmacia dei servizi: “Nell’ambito delle attività per il miglioramento della qualità dei servizi sul territorio” vi si legge “si intende proseguire il percorso di qualificazione del ruolo della Farmacia dei Servizi, che, inserita nelle reti territoriali, soprattutto attraverso la realizzazione di quanto previsto dalla lettera a) del comma 1, art. 2, D.Lgs. 153/2009, partecipi alla gestione di problematiche relative alla salute della persona, ai processi di presa in carico e non solo alla dispensazione del farmaco. L’impegno è quello di una valutazione della sperimentazione in corso e una coerente revisione del rapporto convenzionale per una sua applicazione nelle singole realtà regionali”.

Un impegno preciso, dunque, salutato con favore dalle rappresentanze della farmacia e della professione farmaceutica.