Spesa farmaci gennaio-luglio 2018, ospedaliera sfora di 1,79 mld

Roma, 4 dicembre – Con una nota pubblicata sul suo sito,  l’Aifa ha ufficializzato i dati relativi al monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale nel periodo gennaio-luglio 2018, dove trovano piena conferma le tendenze già registrate nelle precedenti rilevazioni, ovvero l’inarrestabile crescita della spesa ospedaliera e per acquisti diretti (che sfonda largamente il tetto), il calo della spesa convenzionata in farmacia e un generalizzato superamento dei tetti di spesa da parte delle Regioni (solo tre su 21 sono riuscite nell’impresa di rispettare le soglie previste).

I dati principali del monitoraggio registrano una spesa farmaceutica pubblica complessiva, a  livello nazionale, che si attesta a 11.245,3 milioni di euro, evidenziando uno scostamento rispetto alle risorse assegnate (il 14,85% del Fsn, corrispondente a 9.761 milioni) di ben 1.484,2 milioni in più. In termini percentuali, significa che l’incidenza sul Fondo sanitario nazionale è stata largamente superata, arrivando nel periodo considerato al 17,11%.  Lo sfondamento è tutto dovuto alla spesa ospedaliera per acquisti diretti,  che ha superato il tetto di ben 1,79 miliardi di euro, mentre la spesa convenzionata in farmacia continua a scendere: al netto di sconti, ticket (sia quelli regionali e sia quelli dovuti come compartecipazione al prezzo di riferimento) e pay-back versato alle Regioni dalle aziende farmaceutiche, si è infatti attestata a 4.673,4 milioni di euro, con un calo di 232,5 milioni rispetto all’anno precedente.
Un calo si registra anche nel numero delle ricette, fermatosi a 344 milioni, con un lieve decremento (meno 0,5% ) rispetto al 2017. Aumenta invece   l’incidenza della compartecipazione alla spesa dei cittadini, arrivata a sfiorare il miliardo (961,1 milioni) con un incremento percentuale del 5,3% (in termini assoluti, +48,4 milioni rispetto all’anno scorso).

Va evidenziato, al riguardo, che mentre cala la spesa per i ticket fissi, cresce quella sostenuta  per i differenziali di prezzo tra branded e generici sostenuti dai cittadini. Registrato un aumento (+297,8 milioni, pari al +2,4%) anche le dosi giornaliere dispensate.

Anche dalla breve sintesi appena proposta, emerge che le principali criticità della farmaceutica restano quelle relative alla spesa farmaceutica per acquisti diretti, che nei primi sette mesi del 2018 ha raggiunto 6,13 miliardi, sfondando ampiamente il tetto programmato, fissato al 6,89%. Al netto dei pay-back vigenti e dei fondi per gli innovativi non oncologici e innovativi oncologici, la spesa diretta ha evidenziato infatti un’incidenza del 9,61%, pari, in termi assoluti, al giù ricordato disavanzo rispetto alla spesa programmata di 1,79 miliardi,  di cui 114 milioni si riferiscono alla spesa per farmaci innovativi oncologici e non oncologici non coperta dai rispettivi fondi. Va evidenziato che la spesa farmaceutica per la distribuzione diretta di fascia A nel periodo gennaio-luglio 2018 si è attestata a 2.730,8 milioni di euro, segnando quindi un decremento (-158,5 milioni, pari al meno 5,5%) rispetto all’anno precedente. In ogni caso, però, il dato che rileva è che il tetto programmato per la spesa per acquisti diretti del 6,89% è schizzato al giù ricordato 9,61%, pari ad un disavanzo rispetto alla spesa programmata di +1,67 miliardi di euro. A conferma che è questo il fronte che bisognerà aggredire, quanto prima possibile, per riequilibrare la spesa per i farmaci in una cornice di sostenibilità.

Da segnalere anche i dati di spesa relativi ai medicinali inseriti nei due  fondi per i medicinali innovativi non oncologici  e per i medicinali innovativi oncologici:  nel  periodo gennaio-luglio la spesa per i primi è risultati  pari a 372,1 milioni di euro mentre per i secondi è stata di  325,5 milioni.