Stabile: “Codeina, vanno verificate le fonti di acquisto clandestine”

Roma, 16 gennaio – Giusto stigmatizzare gli eventuali comportamenti illeciti da parte dei farmacisti, ma prima è necessario verificare quale sia la fonte di approvvigionamento della codeina da parte dei giovani che cercano lo sballo con il “purple drank”, la mistura di alcol, bibita gasata e codeina che si va diffondendo tra i giovani per uso ricreazionale.

Dopo la forte denuncia dei giorni scorsi del presidente dell’Ordine di Napoli Vincenzo Santagada, il presidente di Federfarma Campania Nicola Stabile (nella foto), interviene sulla questione aprendo un altro fronte di discussione. “Credo che la quasi totalità di persone, soprattutto giovani, trovano sui mercati clandestini in particolare su Internet, la codeina con cui creare la bevanda stupefacente” afferma Stabile, che indica proprio nelle farmacie  “il filtro essenziale per frenare questa pericolosa moda”.

Il presidente dei titolari campani richiama le norme che obbligano a dispensare farmaci a base di codeina  soltanto a fronte della presentazione  di una ricetta del medico curante. Chiari, dunque, i vincoli per le farmacie, che – anche se autorizzate dal 2015 a vendere farmaci on line –  possono farlo solo limitatamente ai farmaci senza obbligo di prescrizione, e non certo per medicinali soggetti a ricetta come quelli a base di codeina.  Queste situazioni oggettive, secondo Stabile, dovrebbero portare a guardare in altre direzioni: “Ci vogliono maggiori controlli anche per debellare la vendita illegale di farmaci in rete che certamente non vengono dispensati da farmacisti ma da organizzazioni che con la nostra professione non hanno nulla a che fare”  afferma Stabile, che auspica un confronto (al quale si rende fin dasubito disponibile) con le istituzioni sanitarie e le forze dell’ordine “per individuare strategie da mettere in campo per debellare un fenomeno che rischia di minare la salute dei giovani e non solo”.

Dopo le dichiarazioni di Santagada, anche la Regione Campania è intervenuta sull’emergenza legata all’uso improprio di farmaci ad azione psicotropa per procurarsi lo sballo, denunciando come l’approvvigionamento di queste sostanze avvenga principalmente su siti illegali. Per la Regione, bisogna dunque agire sul terreno del’informazione e sensibilizzazione dei giovani. Da qui l’invito a organizzare eventi specifici dedicati a illustrare i danni connessi all’uso improprio di mix contenenti codeina, in collaborazione con le sigle delle farmacie pubbliche e private. Assofarm e Federfarma si sono ovviamente già rese  disponibili alla proposta.