USA, dolore cronico primo motivo per uso medico della cannabis

Unrecognizable male wearing lab coat and stethoscope holding pills and marijuana, isolated on white background, selective focus

Roma, 5 febbraio – È il dolore cronico il motivo più comune dell’uso medico della cannabis. A rivelarlo, riferisce un lancio dell’Ansa, è una vasta analisi di dati condotta presso la University of Michigan, i cui risultati sono stati riportati, tra gli altri, dal sito di informazione scientifica  Science Daily.

Gli esperti hanno considerato tutti i pazienti registrati cui è stato accordato l’uso di cannabis per scopi medici (in Usa molti Stati hanno legalizzato la cannabis per uso medico): 641.176 pazienti nel 2016 e 813.917 nel 2017, che sicuramente rappresentano solo una parte del reale numero di utilizzatori.

È emerso che di tutti coloro che consumavano cannabis per una problematica di salute per cui la sostanza è considerata efficace sulla base di prove cliniche, oltre il 62% la usava per combattere il dolore cronico. Il dato è in accordo con i risultati di una revisione di dati pubblicata nel 2017 dalle National Academies of Sciences, Engineering and Medicine secondo cui, nell’ordine, dopo il dolore cronico i motivi principali per l’uso di cannabis sono la nausea legata alla chemioterapia e i sintomi della sclerosi multipla.