Antibiotici, funzionano le strategie svizzere per uso consapevole

Roma, 12 novembre – Uso negli allevamente animali letteralmente dimezzato e riduzione significativa del consumo nella popolazione generale, con un calo del 5 per cento nel settore ambulatoriale e del 10 per cento in quello stazionari, grazie a linee guida per la prescrizione uniformi per tutta la Confederazione. Questi, secondo i dati rilevati dal rapporto biennale Swiss Antibiotic Resistance Report,  gli esiti della strategia nazionale  per razionalizzare l’uso degli antibiotici (in sigla Star)  avviata in Svizzera fin dal 2015 in collaborazione con medici, farmacisti, veterinari e agricoltori e con gli obiettivi  di preservare l’efficacia di questi farmaci per uso umano e veterinario  e ridurre il fenomeno della  resistenze.

La Confederazione, sull’onda dei buoni risultati già conseguiti, passa ora a un ulteriore step, con il lancio di una campagna di informazione per  sensibilizzare ulteriormente la popolazione, all’insegna dello slogan: «Antibiotici: quando serve, quanto serve». Un passaggio ritenuto indispensabili dalle autorità svizzere, anche alla luce di sondaggi che hanno evidenziato le lacune informative sul tema che ancora persistono nella popolazione. Con una campagna di ampio respiro, la Confederazione intende quindi informare sull’importanza degli antibiotici, sui rischi dei batteri resistenti e sull’impiego corretto dei medicamenti nell’essere umano e negli animali.

La campagna sarà avviata in tutta la Svizzera con spot televisivi, cartelloni, pubblicità online e un apposito sito web, con una durata prevista di quattro anni. Partendo dallo slogan già ricordato,  «Antibiotici: quando serve, quanto serve», e declinandolo, personaggi animati informeranno sull’uso responsabile di questi medicamenti e sulle conseguenze che i batteri divenuti resistenti possono avere per l’essere umano, gli animali, l’agricoltura e l’ambiente.

L’auspicio è che la strategia Star  – che coinvolge ed è  attuata coinvolgendo non solo l’Ufsp, l’Ufficio federale della sanità pubblica, ma anche quelli  della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav), dell’agricoltura (Ufag) e  dell’ambiente (Ufam) e con la collaborazione di tutti gli attori interessati –  faccia un salto di qualità, producendo  ulteriori, significativi miglioramenti nell’impiego a ogni livello degli antibiotici, oltre a quelli fin qui risultati, attestati (per l’uso umano) anche da uno studio condotto tra i medici di famiglia, che ha rilevato come nel 2017 sono stati prescritti antibiotici in 29 casi ogni 1000 pazienti visitati,  dato decisamente inferiore a quello degli anni dal 2006 al 2013, con 34-40 prescrizioni ogni 1000 visite.

Intanto, la lotta all’antibioticoresistenza continua a essere una delle priorità dell’agenda Oms, che – per ricordare agli specialisti e alla popolazione  i pericoli dell’aumento della resistenza nei batteri e aumentare la consapevolezza per un impiego prudente degli antibiotici – anche quest’anno lancia la “Settimana mondiale per l’uso prudente degli antibiotici”, che parte proprio oggi e siconcluderà il 18 novembre.