Farmacia dei servizi, il tavolo al lavoro su un documento condiviso

Roma, 27 marzo – Quattro mesi per un produrre un primo documento sulla “farmacia dei servizi”, una sorta di cornice delle prestazioni che – nel segno della misurabilità – le Regioni potranno scegliere di sperimentare e valutare sul  loro territorio. Questo l’obiettivo che, nel corso della sua prima riunione, ha messo a fuoco il tavolo istituito dal ministero della Salute per definire le linee guida della sperimentazione triennale sulla “farmacia dei servizi”. Una prospettiva ormai “vecchia” di dieci anni ma che, grazie ai 36 milioni di fondi stanziati dalla legge di bilancio 2018 e ripartiti tra le nove Regioni designate per la sperimentazione nel triennio 2018-29, ha finalmente cominciato ad assumere una dimensione di concretezza.

All’incontro, tenutosi giovedì scorso (il nostro giornale ne ha già in parte riferito nei giorni scorsi), erano presenti i rappresentanti delle sigle della farmacia (Federfarma, Assofarm e Fofi) e quelli degli interlocutori istituzionali e delle altre professioni coinvolte: il ministero della Salute, Lazio e Puglia, ovvero due delle tre Regioni scelte per la sperimentazione della farmacia dei servizi nel primo ano del triennio della sperimentazione (peraltro già voltato via, essendo il 2018), l’Agenas e l’Iss, oltre alle sigle mediche (Fnomceo, Fimmg e Simg) e infermieristiche (Fnopi) e alla Società di farmacia ospedaliera (Sifo).

Piatto forte del confronto, come già anticipato lunedì scorso dal nostro giornale,  le implicazioni della “farmacia dei servizi” in termini di collaborazione interprofessionale, di standardizzazione delle prestazioni, di creazione di quel flusso di informazioni tra professionisti (attraverso il Fascicolo sanitario elettronico e il dossier farmaceutico in esso inserito) fondamentale per la partecipazione del farmacista di comunità all’assistenza sul territorio, con particolare riferimento alla presa in carico dei pazienti e alla prevenzione.

Su questi temi, il gruppo di lavoro istituito al ministero porterà avanti il suo lavoro, nel tentativo di tradurre le diverse visioni e prospettive in indicazioni progettuali condivise che possano tradursi in una griglia di servizi che le Regioni coinvolte nella sperimentazione 2018-20 potranno poi sperimentare nel loro territorio. Stella polare del lavoro comune sarà il criterio delle misurabilità dei nuovi servizi resi dalle farmacie, che dovranno appunto confermare sul campo l’assunto della loro “convenienza” per il Ssn e i cittadini, dimostrando un “saldo positivo” in termini di risparmi conseguiti attraverso la riduzione dei costi e degli sprechi dei trattamenti farmacologici ma anche di risultati e benefici di salute (meno ingravescenze, riduzione di ricoveri e accessi ai Pronto soccorso, migliore qualita della vita dei pazienti eccetera).

L’orientamento del gruppo di lavoro sembra essere quello di procedere a ranghi e ritmi serrati: un secondo incontro del tavolo dovrebbe tenersi all’inizio di aprile, e comunque prima di Pasqua.