Trasmissione telematica corrispettivi, rischio caos, ed è polemica

Roma, 11 giugno – Ma la realtà della farmacia è quella rappresentata nelle varie manifestazioni di categoria, lodate e raccontate con grande enfasi dalle testate di categoria, o quella  della pratica lavorativa quotidiana, che evidenzia  ben altra situazione, fatta di difficoltà ancora senza soluzione?

Questo il senso della nota diffusa ieri da Farmacia Indipendente, la sigla animata da Alfonso Misasi (nella foto) e  Alfredo Orlandi, segretario nazionale e presidente Sunifar nella passata consiliatura di Federfarma, per stigmatizzare la situazione di grave impasse che nasce dalla mancanza di indicazioni chiare per la farmacia in materia di emissione degli scontrini e trasmissione telematica dei corrispettivi  a sole tre settimane dal termine in cui saranno obbligatorie le nuove norme (1° luglio 2019).

“Leggiamo che siamo validissimi nel fare tante cose, ma ad oggi, nonostante queste grandi capacità, ancora non si è riusciti bene a comprendere che cosa dovremo fare dal giorno 1 luglio 2019 per la trasmissione telematica dei corrispettivi e per la emissione degli scontrini” scrivono Misasi e Orlandi. “Certamente la ‘normale’ intelligenza di chi scrive pone dei grandi limiti di comprendonio, ma, a parziale giustificazione, le numerose telefonate intercorse in questi giorni con vari colleghi nel ‘pallone’ più di noi, ci fanno illudere che forse non si è così poco recettivi come potrebbe sembrare” aggiungono con polemica ironia i due dirigenti sindacali. “A venti giorni dalla scadenza normativa, ancora non si riesce ad avere una risposta dagli organismi competenti affinché la farmacia di comunità possa operare nel rispetto legislativo”.
Misasi e Orlandi si chiedono e chiedono – essendo questo, a loro giudizio,  il compito di un sindacato –  se “non sarebbe il caso di andare a tutelare i propri iscritti semplificandone il lavoro e sostenere imperativamente la non applicabilità della norma a far data dal 1 luglio corrente anno? Non sarebbe il caso di ‘minacciare’ eventualmente la chiusura delle farmacie dal giorno 1° luglio per l’impossibile rispetto della norma, piuttosto che obbligare tanti colleghi a una ‘corsa’ all’accaparramento di un registratore fiscale, magari del tipo homo hominis lupus? Non sarebbe forse il caso di ‘urlare’ e battere i pugni sul tavolo ministeriale piuttosto che snaturare la nostra Promofarma a “market” on-line di strumentazione elettronica?

Tre domande in rapida successione che sostanziano e suggeriscono la necessità di risposte e azioni sindacali più dure, dirette ed efficaci rispetto all’atteggiamento fin qui mantenuto. E che si concludono con quello che appare a tutti gli effetti come  rilievo alle modalità di decisione dei vertici di Federfarma, evidentemente  ritenute da Orlandi e Misasi poco partecipate: “Forse un “passaggino” in Consiglio delle Regioni e in Assemblea sarebbe stato gradito”.

Federfarma, intanto, insiste nel chiedere esplicitamente – lo ha fatto da ultimo con una lettera inviata al MEF – una proroga del termine, come peraltro molte altre realtà commerciali, a partire da Confcommercio. La speranza è che – stante la situazione di oggettiva difficoltà, originata dal fatto che i produttori di registratori di cassa abilitati alla trsmissione non sono in grado di soddisfare entro il 1° luglio tutte le domande provenienti dalle categorie soggette all’obbligo della trasmissione dei corrispettivi –  la scadenza venga spostata al 1° gennaio del prossimo anno, quando peraltro l’obbligo scatterà anche per gli esercizi commerciali (farmacie comprese) con fatturato inferiore ai 400mila euro.

La richiesta del sindacato dei titolari verrà con ogni probabilità reiterata anche oggi, nel corso dell’incontro che dovrebbe aver luogo  nel pomeriggio con l’Agenzia delle Entrate,  per avere ulteriori chiarimenti e aggiornamenti sulla situazioni e sui problemi ancora irrisolti relativi agli obblighi di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi.