Trizzino: “Vaccini, ritirare l’emendamento contro l’obbligo di certificazione”

Questa la perentoria, inequivocabile presa di posizione pubblica di Giorgio Trizzino (nella foto),  il medico palermitano deputato di M5S ben noto alle cronache di categoria per essere il firmatario del subemendamento alla Legge di bilancio che voleva riservare il 51% delle quote delle società di capitale proprietarie di farmacie a farmacisti iscritti all’Albo,  a proposito dell’emendamento Cantù-Sileri-Fregolent volto ad abolire l’obbligo delle certificazioni vaccinali per accedere nelle scuole d’infanzia, asilo e materna.

“Mi spiace constatare che da parte di autorevoli voci di parlamentari amici e medici, vengano assunte posizioni così in contrasto con indiscutibili indicazioni scientifiche alle quali è solo doveroso attenersi, senza possibili spazi di dissenso”  scrive Trizzino, sostenendo la pericolosità di quelle che definisce “assurde posizioni ideologiche“, che  potrebbero causare morti evitabili.

Le evidenze scientifiche, insiste Trizzino,  devono essere “un muro insormontabile“, che non può essere ignorato. Trizzino si augura che “gli autori dell’emendamento e più in generale chiunque abbia a cuore la salute pubblica” riflettano e riconsiderino la loro iniziativa, affermando che in ogni caso il suo impegno sarà quello di fare di tutto“affinché l’emendamento venga ritirato: mi batterò perché venga contrastato qualunque altro atto contrario alla logica dell’evidenza e nocivo alla salute dei bambini”.

Alla chiara posizione espressa da Trizzino ha subito aderito la senatrice Elena Fattori, sua collega di partito: “L’Oms ha incluso l’esitazione vaccinale tra i pericoli per la salute mondiale del 2019 e nel nostro Paese si piangono ancora morti per malattie che non dovrebbero essere più in circolazione” ha affermato Fattori: “La salute dei bimbi e soprattutto dei più piccini e dei più deboli non può essere sacrificata a logiche di equilibri politici e ad ambizioni elettorali”.

A bacchettare l’emendamento, peraltro (come riferito ieri dal nostro giornale), era già intervenuto il  sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi. ” L’emendamento preso singolarmente ha poco senso, abbiamo 150 pagine di emendamenti e la discussione sul ddl deve ancora entrare nel vivo” aveva detto l’esponente di governo, di fatto derubricando l’inizaitva di Cantù, Sileri e Fregolent a una inopportuna fuga in avanti.  “Nessun passo indietro sulla volontà di una legge di buon senso che garantisca il diritto all’istruzione e il diritto alla salute di tutti, con particolare tutela dei bambini immunodepressi che non possono vaccinarsi e che non possono essere messi a rischio”.

Il fatto che a firmare l’emendamento pro-abolizione dell’obbligo di certificazione vccinale vi  sia un pentastellato di nome (Sileri è presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato) rende in ogni caso del tutto evidente la spaccatura che si va profilando all’interno del Movimento Cinque stelle, che pure ha nella sua storia un percorso di attenzione e (a dir poco) vicinanza con le tesi di chi contesta l’obbligatorietà dei vaccini. Ne fa fede la sortita (anch’essa su Facebook) del consigliere regionale pentastellato del Lazio  Davide Barillari, che ieri ha ritenuto di alzare i toni con il preisdente della Regione, Nicola Zigaretti, colpevole di aver diffuso un tweet per censurare eliminare l’obbligo vaccinale. “Nel Lazio faremo di tutto per garantirlo perché la salute dei bambini viene prima di ogni cosa” aveva “twittato” il governatore laziale. “Provaci. E non sai nemmeno a quale livello di guerra andrai incontro” è stata la minacciosa, bullesca risposta di Barillari.