USA, ordini e consegne a casa: modello fast food per i farmaci sul web

Roma, 4 aprile – Il sito di informazione meteoweb.it ripropone oggi la deriva (negativa) dell’accesso ai farmacie negli Stati Uniti d’America, sempre più legata a internet e al suo strapotere. Le medicine, ormai, sono beni di consumo ordinati in rete e consegnati a domicilio anche quando vige l’obbligo di prescrizione medica. A procurrla provvedono infatti gli stessi siti che vendono farmaci, che mettono a disposizione (?) un dottore on line, che redige la ricetta consentendo la spedizione del farmaco direttamente a casa.

“La procedura non è diversa da un qualunque acquisto online” riferisce meteoweb.it. “Si  sceglie il prodotto (trattandosi di un farmaco, servono auto-diagnosi e dati basilare sul proprio stato di salute, ma soprattutto gli estremi della carta di credito), un medico fornito dal sito valuta la richiesta e in caso di approvazione la medicina arriva nel giro di qualche giorno, al massimo due settimane”.

La pratica, osserva l’articolo di meteoweb.it, evita tra l’altro ogni imbarazzo quando si ritratta di chiedere, ad esempio, medicinali contro la disfunzione erettile. Alla domanda se tutto ciò sia o meno legale, meteoweb.t risponde affermando che negli USA “esistono leggi statali e federali che garantiscono la competenza dei medici e l’acquisto di farmaci sicuri. Per un antibiotico serve prescrizione medica e con quella andare in farmacia, dove verrà  consegnata la dose precisa in un contenitore che porta, sull’etichetta, i dati del paziente”.

Ma, a fronte delle regole, c’è poi la realtà: “La diffusione delle vendite online è stata così rapida da non dar tempo ai legislatori di regolamentarla in tutti i suoi aspetti” spiega l’articolo di meteoweb.it. E in questo vuoto normativo si sono inseriti i gestori dei siti, “portando un grave rischio per la salute pubblica”.

L’articolo riporta quindi un’affermazione molto significativa resa al New York Times da Arthur Caplan, professore di Etica medica alla New York University School of Medicine: “La medicina” sostiene Caplan “è  stata trasformata da scienza a ristorante, dove si ordinano i farmaci come piatti da un menu’”.

Oltre all’aspetto etico, ci sono questioni giuridiche e professionali ancora aperte, prima tra tutte quella della prassi ormai invalsa delle “consultazioni” dei medici online per la valutazione di un paziente: è sufficiente per approvare la richiesta e la successiva spedizione del farmaco? Una risposta defintiva deve ancora arrivare, ma intanto fa ben sperare quanto accaduto a Richard Holmes, medico californiano, che nello scorso febbraio “ha dovuto rinunciare alla propria licenza dopo che la commissione medica statale ha aperto una procedura contro di lui. Attraverso un sito aveva prescritto il Viagra a un paziente senza esaminarlo nè misurargli la pressione o auscultargli il battito cardiaco”.