Studio Utifar, farmacie sentono vicini i cittadini ma non le istituzioni

Roma, 6 dicembre – Una farmacia su quattro resta aperta più di 50 ore alla settimana, e sempre una su quattro applica l’orario continuato. Inoltre, nell’arco della giornata lavorativa, più di 6 ore sono dedicate alla consulenza nei confronti degli utenti, sempre a titolo gratuito. E non basta: nel 2017 l’83% delle farmacie ha offerto test di prevenzione gratuiti e, sempre in questo ambito, oltre l’80% delle farmacie ha organizzato giornate dedicate alla prevenzione di particolari patologie per una media di quasi 8 giornate all’anno e con un costo medio di 280 euro a giornata a carico della farmacia. Le giornate di prevenzione organizzate dalle farmacie hanno visto, sempre nel 2017, una partecipazione media di quasi 18 persone ad evento e quando i servizi non sono stati offerti a titolo gratuito, il costo medio per l’utente è stato di 13 euro.

Questi alcuni dei dati che compendiano il ruolo forte delle farmacie come presidio sanitario di riferimento dei cittadini, emersi dal terzo Bilancio sociale della farmaci, realizzato dall’Utifar in collaborazione con il Centro Studi Sintesi della Cgia  di Mestre e il supporto incondizionato di Teva, presentato ieri a Roma alla camera dei Deputati.

A illustrare il senso della ricerca è stato Eugenio Leopardi (nella foto),  presidente dell’Utifar, recentemente riconosciuta come società scientifica dal ministero della Salute.

“La farmacia di oggi dimostra di andare oltre la semplice dispensazione dei farmaci e l’offerta di consigli e di servizi ai cittadini” ha affermato Leopardi commentando le risultanze dello studio. “Oggi la farmacia è un vero e proprio consulente a tutto tondo sulle questioni che riguardano la salute delle famiglie italiane, uno sportello del Servizio sanitario sul territorio”. E, ha sottolineato il presidente di Utifar, in un momento in cui  le famiglie debbono farsi sempre più carico della salute e dell’assistenza dei propri membri,  è il momento di tenere nel dovuto conto il ruolo insostituibile che la farmacia territoriale svolge supportando i cittadini con l’offerta di consigli, suggerimenti o anche solo un ascolto attivo e un indirizzo a chi è in difficoltà e non sa come muoversi per accudire i propri cari. “Occorre che le istituzioni considerino con estrema attenzione questa tendenza, che emerge chiaramente dai dati del Bilancio sociale” ha  detto al riguardo Leopardi, sottolineando l’utilità di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, che dovrebbero interagire maggiormente con le farmacie “per favorire un coordinamento e un’organizzazione di questo loro ruolo di supporto attivo al cittadino”. Perchè – come emerge con chiarezza dallo studio presentato ieri – la farmacia e il farmacista “sentono” la vicinanza con il cittadino, ma non si sentono ancora pienamente apprezzati dal sistema sanitario nel suo insieme.

Sulla falsariga della necessitù evidenziata da Leopardi, Andrea Favaretto del Centro Studi Sintesi della Cgia, dopo aver illustrato i dati di sintesi del Bilancio sociale ricordati in premessa, ha evidenziato l’importanza dei servizi e della collaborazione con il sistema sanitario, evidenziando come in alcune Regioni le farmacie vengano già oggi coinvolte in processi gestionali e organizzativi come quello di superare l’annoso problema delle liste d’attesa. Una strada segnata, secondo Favaretto, ma che per essere percorsa fino in fondo dovrà affrontare  la “vera sfida verso la farmacia 4.0 , che è quella della digitalizzazione”.

Collegandosi ai dati illustrati da Favaretto, Rossana Boldi, vicepresidente Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, ha quindi ricordato che attraverso l’innovazione, la farmacia e i farmacisti risulteranno fondamentali per la farmacia del futuro. Lo saranno per la gestione di molti aspetti sanitari, in primis, l’aderenza terapeutica e la gestione delle cronicità, aspetti di fondamentale importanza per l’efficacia e la sostenibilità del Servizio sanitario.

Carla Collicelli, segretario dell’Asvis,Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, ha preso spunto dai dati del Bilancio sociale Utifar per parlare  di sostenibilità, parola-chiave che non deve però essere riferita solo alle preoccupazioni per l’adeguatezza o meno delle risorse economiche, ma deve essere la stella polare di una vera e propria strategia che comprenda la tutela di svariate istanze, dal superamento delle diseguaglianze, al rispetto per l’ambiente, fino alla tutela della salute. Anche il rapporto tra pubblico e privato, ha spiegatoa Collicelli, che ancora oggi è materia di scontro ideologico,  va finalmente affrontato con approccio nuove e discusso apertamente, alla ricerca di possibili interazioni che consentano di  valorizzare al meglio, e al di fuori da ogni ideologia, il ruolo del privato nella sanità.

Ai lavori, moderati dal giornalista Francesco Giorgino, sono intervenuti anche il presidente della Fofi Andrea  Mandelli, Stefano Vella dell’Iss, il vicesegretario generale vicario di Cittadinanzattiva, Anna Lisa Mandorino e presidente di Federfarma Marco Cossolo, che ha voluto sottolineare come dal Bilancio emergano gli elementi fondamentali della vicinanza delle farmacie al tessuto sociale e della valenza professionale della farmacia. Lo studio dell’Utifar, secondo il presidente Federfarma, conferma l’importanza della funzione professionale svolta all’interno delle farmacie, che però spesso è demandata alla “buona volontà” del singolo farmacista, mentre dovrebbe essere maggiormente sviluppata in modo omogeneo. “La maggioranza delle farmacie” ha ricordato Cossolo “opera in modo estremamente professionale, ma non ancora in modo uniforme sul territorio”.

Il presidente dei titolari ha evidenziato anche un altro aspetto importante emerso dallo studio Utifar, ovvero la reazione opposta dalle farmacie alla crisi economica. Il farmacista ha saputo infatti riallinearsi al calo del fatturato conseguente al calo del settore dei farmaci dispensati in regime Ssn, comprimendo i costi fissi e variabili, ma sempre salvaguardando l’occupazione e il personale. Serve però un aiuto concreto da parte dello Stato, ha evidenziato Cossolo,  che dovrebbe essere maggiormente vicino alle farmacie, aiutandole a sostenersi anche in termini economici.

In chiusura dei lavori (ai quali hanno fatto pervenire le loro espressioni auguruali il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e il sottosegretario alla salute Luca Coletto),  Leopardi ha ricordato il ruolo fondamentale della formazione professionale, alla quale il farmacista dovrà accedere in misura sempre più uniforme e omogenea, per poi riservare l’ultima considerazione alla necessità della farmacia di  Leopardi ha anche fare  sempre più “rete” per offrire alle famiglie e ai cittadini un servizio maggiormente standardizzato e diventare sempre più “uno sportello del Ssn sul territorio, in stretta collaborazione con medici ed infermieri”.