Vaccini, Sileri corregge il tiro: “Obbligo solo per il morbillo”

Roma, 3 aprile – “Stiamo lavorando ad una eventuale modifica dell’emendamento al ddl vaccini, mantenendo l’obbligatorietà della certificazione vaccinale per la frequenza scolastica solo per il morbillo: il punto d’incontro, cioè, è che per il morbillo potrebbe essere necessario lasciare l’obbligo di vaccinazione e certificazione”.

È l’ultima dichiarazione sulla questione vaccini di un esponente M5S di primo piano qual è il presidente della Commissione Igiene e Sanità del senato Pierpaolo Sileri (nella foto), intervenuto a correggere il tiro dopo la stroncatura da parte dei suoi colleghi parlamentari Giorgio Trizzino ed Elena Fattori  dell’emendamento Lega-M5s che prevede la cancellazione dell’obbligo di certificazione vaccinale, presentato dallo stesso Sileri insieme alle senatrici leghiste Maria Cristina Cantù e Sonia Fregolent.

Sileri ha anche precisato che l’emendamento “non toglie l’obbligo di vaccinazione, ma lascia solamente la sanzione amministrativa e rimuove l’esclusione da scuola. Ma potrebbe dunque essere necessario, come stiamo valutando, lasciare l’obbligo per il morbillo che pone maggiori problemi in questo momento”. 

Il presidente della Commissione Igiene e Sanità, tuttavia, chiarisce che “questa è un’ipotesi”, aggiungendo una previsione relativa ai tempi della misura (quale essa sia):  “Credo che entro aprile il lavoro sul ddl vaccini si concluda almeno in Commissione al Senato” ha detto Silefi al riguardo.

La nuova sortita di Sileri (che dopo la firma sull’emendamento contro l’obbligo delle certificazioni era stato bacchettato anche dal sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi) è stata subito ironicamente commentata su Facebook dal virologo Roberto Burioni: “Da oggi in poi non commenterò più le giravolte politiche sui vaccini, perché cambiare idea due volte al mese va bene, tre volte al giorno no”.  Caustico il post scriptum del breve post: “Informo che il vaccino contro il solo morbillo non esiste, non esisterà mai e se un dì esistesse se lo inietterebbero solo i pazzi; per motivi che presto vi spiegherò”.

Ma sul tema vaccini, ieri, è intervenuta anche la ministra della Salute Giulia Grillo, rilanciando la  figura del medico scolastico, anche se in versione e con funzioni diverse rispetto al passato. “Oggi potrebbe essere un punto di riferimento nell’approccio all’infanzia e all’adolescenza, visto che ci troviamo ad affrontare una serie di problemi: dalle patologie psichiche, al bullismo e alle dipendenze”, temi sui quali il medico scolastico “potrebbe aiutare i giovani e dare consigli”.   L’idea di questa figura professionale, ha spiegato la ministra, potrebbe essere inserita  “in una legge quadro sull’infanzia a cui stiamo lavorando”.
“Sto cominciando a studiare l’ipotesi” ha aggiunto Grillo, ammettendo che il tema è delicato, “perché devono essere persone qualificate”, e di aver comunque cominciato a lavorare da poco a questa proposta, che in ogni caso rubrica  “tra le varie idee innovative. Si parla sempre di anziani ma non capisco perché si parli poco dei problemi dei giovani”. E il medico scolastico, ha detto la ministra, potrebbe aiutare anche in materia di vaccini. “Il tema dell’offerta attiva è uno dei migliori strumenti” ha concluso Grillo “senza imporre ma offrendo un’occasione di vaccinazione”.