Verdone, c’è chi ha voluto polemizzare sull’iscrizione all’Albo

Roma, 29 agosto – C’è chi afferma perentoriamente che si tratta di “un’autentica cretinata” e chi argomenta che a saperlo facevo pure io due film da ipocondriaco, così mi risparmiavo gli anni di studio e tutti i sacrifici annessi”.  C’è poi chi parla di “un riconoscimento fuori luogo considerando il percorso di laurea che le professioni di medico e farmacista richiedono” e chi sulla stessa falsariga sostiene che “per noi che abbiamo studiato tanto  mi sembra un po’ una presa in giro!!!”. Ma qualcuno arriva addirittura a ipotizzare un vulnus alla dignità della professione, definendo l’iniziativa “uno schiaffo morale alla nostra professionalità!!!”.

Questi, profluvio di punti esclamativi compreso, alcuni dei commenti che, sui gruppi di discussione web dei farmacisti, hanno “salutato”  l’iscrizione ad honorem di Carlo Verdone (nella foto) all’Albo professionale dell’Ordine dei farmacisti di Roma. E anche se, all’opposto, l’iniziativa – che ha avuto un’eco mediatica straordinaria, finendo su tutti i principali telegiornali e giornali nazionali e in centinaia (letteralmente!)  di testate informative –  è stata  commentata con assoluto favore dalla maggioranza dei colleghi, il presidente Emilio Croce ha ritenuto opportuno rispondere a chi ha avvertito la necessità di censurarla via web.

“Qualche collega, ma anche qualche maestrina dalla penna rossa,  è intervenuto per bollare la decisione dell’Ordine di conferire a Verdone l’iscrizione onoraria al nostro Albo professionale come poco seria e del tutto inutile per risolvere i problemi della farmacia, arrivando anche a ritenerla offensiva nei confronti della professione”  afferma Croce. “Ogni opinione è sacra e legittima e va sempre rispettata,  ma risulta francamente difficile comprendere il senso di certe critiche, se non attibuendole a un malinteso. L’iniziativa dell’Ordine, il cui unico costo è stato quello risibile del camice e del caduceo consegnati ad honorem a Verdone, non è stata assunta per “risolvere i problemi della farmacia”, come   qualcuno deve aver ritenuto, sorvolando sul fatto che la titanica impresa reclama ben altri impegni e chiama in causa, più ancora che l’Ordine, altri soggetti di rappresentanza di categoria”.

“Il nostro intento era semplicemente quello di contribuire in modo diverso e mediaticamente efficace,  a richiamare l’attenzione sull’importanza fondamentale di un approccio consapevole e responsabile all’impiego dei farmaci” continua Croce. “Il riconoscimento onorario e del tutto simbolico a Verdone aveva appunto questo scopo, insieme a quello di ricordare con semplicità e leggerezza che c’è un’intera categoria di professionisti che, a tutela  della salute dei cittadini, garantisce ogni giorno, a ogni ora e in ogni luogo la dispensazione sicura e professionale del farmaco, con il corredo delle informazioni e dei consigli necessari per assumerlo correttamente”.

“Tutto qui e niente di più” continua Croce “anche se al nostro Ordine professionale non sembra davvero poco essere riusciti a creare un’occasione per accendere una luce per una volta diversa e positiva sulla nostra professione, suscitando un sorriso. E la grandissima ricaduta mediatica dell’avvenimento, del quale si parla ormai da tre giorni e che è stato ripreso da tutti i principali telegiornali e giornali nazionali e da un’infinità di testate informative tradizionali e web,  è la riprova che si è trattato di un’iniziativa che valeva assolutamente la pena di prendere”.

“Poi è chiaro” prosegue il presidente “che gli stessi obiettivi possono essere perseguiti per altre vie e con altri mezzi, come peraltro lo stesso ordine di Roma ha fatto, ad esempio con la campagna di informazione e prevenzione contro i crimini farmaceutici realizzata lo scorso anno in collaborazione con Aifa e i Nas e con il patrocinio della Regione Lazio”.

Resta il fatto che, anche a volerli giustificare con i comprensibili sentimenti di frustrazione per le perduranti situazioni di criticità di farmacia e professione farmaceutica, alcuni commenti sulla cooptazione onoraria di Carlo Verdone nella famiglia professionale dei farmacisti risultano in tutta franchezza ingenerosi e, soprattutto, fuori fuoco” afferma quindi Croce. “Sospetto però che alcuni dei loro autori avrebbero avuto da dire anche di peggio, accusando le sigle professionali di incapacità e immobilismo, se ad assumere la stessa iniziativa fosse stata un’altra categoria professionale. I tempi del resto sono quelli che sono: imperano i social e tutti si sentono autorizzati a parlare in tempo reale su tutto, senza magari saperne niente o comunque molto poco. Un fenomeno che si sta ormai trasformando – vedi la prevalenza degli haters e delle loro esecrabili pratiche – in  una vera e propria emergenza sociale alla quale bisognerà prima o poi fare fronte, e sarà meglio prima.  Soprattutto” conclude il presidente dell’Ordine “per evitare di perdere quantità industriali di tempo ed energie in schermaglie e polemiche permanenti che non hanno niente a che vedere con la grammatica del  confronto e del civile scambio di idee e che producono come unico risultato quello di avvelenare ulteriormente un clima sociale già velenoso di suo”.